2 Marzo 2022

Batterie redox a flusso: uno studio GES analizza l’impatto ambientale con il Life Cycle Assessment

Batterie redox a flusso: uno studio GES analizza l’impatto ambientale con il Life Cycle Assessment

Un nuovo articolo scientifico realizzato con il contributo di Green Energy Storage è stato pubblicato sul Journal of Cleaner Production, rivista internazionale dedicata ai temi della sostenibilità ambientale e della produzione pulita.

Il paper, dal titolo “Assessment of semi-organic electrolytes for redox flow battery: Life cycle assessment as a tool to steer industry toward green chemistry”, è stato sviluppato in collaborazione con l’Università di Siena nell’ambito del progetto ComESto – Community Energy Storage, al quale partecipa anche GES. Tra gli autori figurano Ilaria Pucher e Paolo Todeschi per Green Energy Storage, insieme ai ricercatori dell’Università di Siena.

Valutare l’impatto ambientale delle batterie redox a flusso

Lo studio applica il metodo Life Cycle Assessment (LCA) a una batteria redox a flusso semi-organica, con l’obiettivo di valutarne gli impatti ambientali lungo il ciclo di vita e confrontarli con quelli di una batteria redox a flusso al vanadio, una delle tecnologie di riferimento del settore.

La soluzione analizzata utilizza un elettrolita organico basato su AQDS – anthraquinone disulfonic acid – e acido bromidrico (HBr). L’analisi considera in particolare il contributo dei materiali e dei processi produttivi alle prestazioni ambientali complessive del sistema di accumulo.

Perché il Life Cycle Assessment è importante per l’energy storage

Lo sviluppo dei sistemi di accumulo è strettamente legato alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili, ma la sostenibilità di una tecnologia non dipende soltanto dalle sue prestazioni durante l’utilizzo.

Attraverso l’LCA è possibile individuare già nelle fasi di progettazione quali materiali e processi produttivi incidano maggiormente sull’impatto ambientale, fornendo indicazioni utili per orientare la scelta dei materiali e lo sviluppo di processi più sostenibili.

Batterie semi-organiche e vanadio: i risultati del confronto

I risultati mostrano che la batteria redox a flusso semi-organica può rappresentare una valida alternativa ambientale alla batteria al vanadio, con benefici in diverse categorie di impatto.

Lo studio evidenzia però anche un elemento fondamentale: le prestazioni ambientali dell’elettrolita semi-organico dipendono fortemente dal processo di sintesi dell’AQDS. La scelta della via chimica utilizzata per produrre il materiale diventa quindi determinante per ottenere i vantaggi ambientali attesi.

L’analisi conferma così il ruolo del Life Cycle Assessment non soltanto come strumento di valutazione, ma anche come supporto alla progettazione di batterie e materiali più coerenti con i principi della green chemistry.

La ricerca nell’ambito del progetto ComESto

Lo studio è stato realizzato nell’ambito del progetto di ricerca e innovazione ComESto – Community Energy Storage: Gestione Aggregata di Sistemi d’Accumulo dell’Energia in Power Cloud, finanziato dall’Unione Europea e dal MIUR attraverso il PON Ricerca e Innovazione 2014–2020.

Leggi l’articolo scientifico completo su ScienceDirect

Per approfondire i progetti di ricerca di Green Energy Storage, scopri anche gli asset e i progetti GES.

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