Batterie redox a flusso: uno studio GES analizza l’impatto ambientale con il Life Cycle Assessment
Un nuovo articolo scientifico realizzato con il contributo di Green Energy Storage è stato pubblicato sul Journal of Cleaner Production, rivista internazionale dedicata ai temi della sostenibilità ambientale e della produzione pulita.
Il paper, dal titolo “Assessment of semi-organic electrolytes for redox flow battery: Life cycle assessment as a tool to steer industry toward green chemistry”, è stato sviluppato in collaborazione con l’Università di Siena nell’ambito del progetto ComESto – Community Energy Storage, al quale partecipa anche GES. Tra gli autori figurano Ilaria Pucher e Paolo Todeschi per Green Energy Storage, insieme ai ricercatori dell’Università di Siena.
Valutare l’impatto ambientale delle batterie redox a flusso
Lo studio applica il metodo Life Cycle Assessment (LCA) a una batteria redox a flusso semi-organica, con l’obiettivo di valutarne gli impatti ambientali lungo il ciclo di vita e confrontarli con quelli di una batteria redox a flusso al vanadio, una delle tecnologie di riferimento del settore.
La soluzione analizzata utilizza un elettrolita organico basato su AQDS – anthraquinone disulfonic acid – e acido bromidrico (HBr). L’analisi considera in particolare il contributo dei materiali e dei processi produttivi alle prestazioni ambientali complessive del sistema di accumulo.
Perché il Life Cycle Assessment è importante per l’energy storage
Lo sviluppo dei sistemi di accumulo è strettamente legato alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili, ma la sostenibilità di una tecnologia non dipende soltanto dalle sue prestazioni durante l’utilizzo.
Attraverso l’LCA è possibile individuare già nelle fasi di progettazione quali materiali e processi produttivi incidano maggiormente sull’impatto ambientale, fornendo indicazioni utili per orientare la scelta dei materiali e lo sviluppo di processi più sostenibili.
Batterie semi-organiche e vanadio: i risultati del confronto
I risultati mostrano che la batteria redox a flusso semi-organica può rappresentare una valida alternativa ambientale alla batteria al vanadio, con benefici in diverse categorie di impatto.
Lo studio evidenzia però anche un elemento fondamentale: le prestazioni ambientali dell’elettrolita semi-organico dipendono fortemente dal processo di sintesi dell’AQDS. La scelta della via chimica utilizzata per produrre il materiale diventa quindi determinante per ottenere i vantaggi ambientali attesi.
L’analisi conferma così il ruolo del Life Cycle Assessment non soltanto come strumento di valutazione, ma anche come supporto alla progettazione di batterie e materiali più coerenti con i principi della green chemistry.
La ricerca nell’ambito del progetto ComESto
Lo studio è stato realizzato nell’ambito del progetto di ricerca e innovazione ComESto – Community Energy Storage: Gestione Aggregata di Sistemi d’Accumulo dell’Energia in Power Cloud, finanziato dall’Unione Europea e dal MIUR attraverso il PON Ricerca e Innovazione 2014–2020.
Leggi l’articolo scientifico completo su ScienceDirect
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