Ilaria, il “fisico” rientrato in Italia dagli States

Un altro “cervello” che torna in Italia dagli Stati Uniti, perché nel nostro paese ha avuto la possibilità di mettersi alla prova nel settore privato e al contempo dare il meglio di sé nella ricerca, sua grande passione.

Corriere della Sera , 5 Gennaio 2019

Ilaria Pucher, nata a Trento nel 1985, laureata in Fisica a dicembre nel 2010 presso l’università della sua stessa città nativa con una tesi sperimentale nel campo delle onde gravitazionali presso la University of Florida (Gainesville), dal 2017 è manager della ricerca e sviluppo di Green Energy Storage, www.greenenergystorage.eu .Una startup innovativa di professionisti italiani operanti nel settore dell’efficienza energetica, ricerca e tecnologie d’avanguardia, che ha sviluppato un sistema di batterie a flusso a basso impatto ambientaleche consente di utilizzare l’energia prodotta da fonti rinnovabili con flessibilità, riducendo i costi. La tecnologia a basso impatto ambientale, scalabilità e la soluzione personalizzabile in base alle esigenze dei clienti hanno permesso a Green Energy Storagedi guadagnare riconoscimenti e finanziamenti all’interno del programma Horizon 2020 dell’Unione Europea da parte della Provincia di Trento e dal governo olandese, con un grant vinto nel 2018.

Ilaria Pucher, R&D manager di Green Energy Storage, ha sempre avuto la passione per la matematica e le materie scientifiche. <<Mi diverte invece sperimentare, giocare con la scienza e provare e imparare cose nuove. La fisica era il giusto percorso scientifico per mettermi alla prova davvero>>. Inoltre, oggi ha una grande importanza, il desiderio di portare- attraverso i propri studi- un concreto supporto allo sviluppo di tecnologie che saranno parte integrante, in un prossimo futuro, della low carbon economy promossa dall’Unione europea, con l’obiettivo fondamentale di contrastare il climate change.

Sempre presso la stessa University of Florida, la ricercatrice ha poi conseguito il PhD in fisica sperimentale nel dicembre 2016, con tesi dal titolo “Electrodes for water splitting electrolyzer and Li-air batteries”, – e ha svolto il postdoc dalla fine del dottorato ad agosto 2017, continuando a lavorare sugli stessi temi. Una volta terminati gli studi, volendo lavorare nel settore privato, ha iniziato a cercare una realtà che le permettesse di applicare le nozioni apprese durante gli anni di dottorato e post-dottorato, in cui aveva lavorato sull’elettrolisi dell’acqua. L’incontro con Green Energy Storage le ha permesso non solo di continuare questo percorso professionale, ma anche di far rientro a Trento dopo sei anni negli Usa, nell’ottobre 2017. In Ges, lei e il suo gruppo si occupano di tutto ciò che concerne la tecnologia e il funzionamento di base della cella della batteria, dagli elettrodi alla membrana agli elettroliti. Si tratta di un progetto particolarmente all’avanguardia, perché a oggi, nessuna batteria a flusso di tipo commerciale ha un elettrolita organico, che è un vantaggio sia in termini d’innovazione sia di eco-compatibilità. Si occupa, inoltre, di gestire le collaborazioni di ricerca con partner nazionali e internazionali. <<Ho accolto la proposta di GES e di rientrare in Italia –conclude – perché credo molto nel lavoro dell’azienda- unica a livello nazionale a lavorare su una tecnologia di questo tipo- e sono convinta che il nostro paese, grazie anche ad aziende che investono in ricerca scientifica e sui giovani talenti, possa essere competitivo a livello internazionale>>.

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